Why So Serious??
C'è una certa ironia nel chiamare "Why So Serious?" un progetto in cui ci siamo impegnati cosi tanto seriamente. Il nome è una dichiarazione d'intenti: abbattere la barriera tra il sapere formale e la voglia genuina di condividere. Niente palchi, niente obblighi. Solo persone appartenenti alla community di Sensei che si siedono, fisicamente o virtualmente, e portano qualcosa di loro: un'idea, un progetto, una scoperta, una visione. Un workshop al mese. Un tema alla volta. Una community che cresce.
Gaia Saracchi
Communication & Marketing ManagerPerché lo abbiamo fatto
Crediamo nel potere della condivisione. Non come slogan, ma come pratica quotidiana. All'interno di Sensei convivono competenze molto diverse — tecniche, strategiche, creative e spesso queste conoscenze restano silenziose, confinate nei singoli team o nei singoli progetti.
I "Why So Serious?" nascono per cambiare questo. Uno spazio pensato per rendere visibile ciò che ognuno di noi sa, esplora e costruisce. Perché la crescita professionale e umana di una community non si misura solo nei risultati: si misura anche nella qualità di ciò che ci si racconta.
I primi tre capitoli
01 — La visione di Luca
Abbiamo iniziato dall'inizio. Dal vertice, anzi. Il primo workshop è stato tenuto dal nostro CEO, Luca Panigada, e ha avuto un tema tanto semplice quanto coraggioso: dove stiamo andando?
Luca ha condiviso gli obiettivi di Sensei per il prossimo anno, i punti di forza su cui vogliamo costruire e le aree di miglioramento su cui vogliamo lavorare. Un atto di trasparenza genuina, perché Sensei è un'azienda che crede nel coinvolgimento di tutte le persone che la compongono — non solo dei vertici — nel proprio sviluppo.
Aprire con questo workshop non è stato casuale. È stato un segnale preciso: qui si parla chiaro, si condivide davvero.
02 — Il Ticketing Bot
Il secondo workshop ha messo in luce un asset tecnico interno: il Ticketing Bot, sviluppato da Fadli, Andrea e Alberto.
Questa soluzione integra WhatsApp Business, Java Spring Boot, le API di Jira e modelli di intelligenza artificiale generativa basati su Amazon Bedrock, all'interno di un'infrastruttura cloud AWS.
Sfruttando l'IA per comprendere le richieste espresse in linguaggio naturale, il sistema genera automaticamente i ticket Jira e li assegna al team o all'ingegnere più appropriato, trasformando conversazioni non strutturate in flussi di lavoro strutturati e riducendo in modo significativo lo sforzo manuale e gli attriti tecnici.
Nato da una necessità funzionale e realizzato con rigore tecnico, questo progetto rappresenta un esempio concreto del nostro impegno verso l'innovazione proattiva, l'automazione intelligente e le soluzioni cloud-native scalabili.
03 — Green Computing
Il terzo workshop ha affrontato un tema che ci sta molto a cuore: la sostenibilità in ambito IT, con un approfondimento a cura del nostro esperto Francesco.
Green computing, green software: termini spesso usati in modo intercambiabile, ma con significati e implicazioni ben distinte. Francesco ha guidato tutta la community attraverso definizioni, processi e gli step concreti necessari per avvicinarsi a un equilibrio sostenibile nello sviluppo tecnologico. Un argomento all'apparenza ostico, reso accessibile e interessante.
E ora?
Siamo in pausa estiva. Ma siamo anche curiosissimi.
Il prossimo workshop è ancora da svelare, e questo è forse la parte più bella del progetto: non lo pianifichiamo dall'alto. Nasce dalle persone di Sensei, da chi ha qualcosa da dire e vuole dirlo bene.
A settembre si riparte. Stay tuned.
Sensei — We take knowledge seriously. Even when we pretend not to.
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